In questa pagina troverete i titoli di alcune tesi assegnate dalla prof.ssa Perrone nell’ambito dell’insegnamento di Letteratura italiana contemporanea, riguardanti la narrativa italiana del Novecento, accompagnati da brevi abstract redatti dagli stessi autori. Cliccando sui nomi degli autori è possibile scaricare in formato PDF interi capitoli tratti dalle tesi.
Anno accademico 2002-2003:
Antonio Cerniglia, Procedimenti ironici nell'opera di De Roberto, Brancati, Gadda. Alcuni esemplari.
Giada Fricano, Una scrittura in limine tra autobiografismo e invenzione. Dai diari agli ultimi elzeviri di Tommaso Landolfi;
Simone Gatto, Apologia dell’intellettuale totale. Sciascia e Pasolini scrittori in pubblico:Leonardo Sciascia e Pier Paolo Pasolini: la complessità delle loro figure intellettuali, la ricchezza e l’attualità della loro eredità culturale. Al di là di ogni anacronistico rimpianto per le stantie poetiche dell’impegno, un’indagine sui caratteri e le peculiarità di una pratica di intervento che si è preoccupata di sottoporre a verifica alcuni degli aspetti più drammatici e controversi della civiltà novecentesca: la tragica essenza del Potere, l’«universale correità» del Contesto, i violenti rituali di morte del Palazzo.
Giusi Mangiapane, Il tema del silenzio nella prosa di Sbarbaro;
Cinzia Pinello, Il romanzo delle eterne ossessioni. La formazione mancata negli Anni impossibili di Romano Bilenchi.
Anno accademico 2003-2004:
Vincenza D’Agati, “Galleria”. Una "rivista siciliana viva";
Vincenzo Musso, La letteratura contemporanea e i nuovi linguaggi massmediali: Carlo Lucarelli e il fumetto;
Maria Rotolo, Il pozzo dell’esistenza. La memoria nell’opera di Luisa Adorno.
Anno accademico 2004-2005:
Alfio Farbo, Ti con Zen. Leggere e scrivere Calvino attraverso lo Zen: Cosa ha a che fare uno scrittore “razionalista” ed “illuminista” come Italo Calvino con l’assenza di logica e di senso suggerita dal Buddhismo Zen? Apparentemente nulla, eppure lungo la carriera dello scrittore ligure vi sono sparse delle tracce attraverso cui è possibile ricostruire un percorso che dalla diffidenza assoluta verso ogni forma di misticismo arriva gradualmente a degli approdi spiritualmente molto affini alle lezioni dello Zen: l’attenzione da sempre dedicata alle idee di leggerezza, rapidità, esattezza e visibilità; l’utopia “discontinua” su queste idee fondate; la concezione della letteratura come luogo d’incontro tra l’autore e il lettore… tutta la poetica calviniana può mostrare in realtà delle affinità a vario livello, pure se sviluppata dall’autore sempre in maniera del tutto inconsapevole. O quasi…
Maria Gervasi, Utopia e realtà nei romanzi di Rebulla ed Abbate:
- Il collezionismo di Rebulla ed Abbate. I romanzi di Eduardo Rebulla sono percorsi dal tema del collezionismo che assume varie sfumature semantiche, presentando ora un valore salvifico, come in Stati di sospensione, ora divenentando un impegno civile, si pensi a Sogni d’acqua, ora riflettendo il desiderio utopico del protagonista di conseguire l’ideale di perfezione, come in Carte celesti. Così se ci si addentra nell’analisi di tale argomento si comprende come tale pratica ricorra con una frequenza tale da assurgere a costante tematica della produzione narrativa rebulliana...